Ratelle e Sciarbelle

Ratelle e Sciarbelle

postato in: il dialettale, Programma

Domenica 18 febbraio 2108 ore 16,00

Teatro Dialettale Stabile della Regione Ligure

Rassegna Dialettale

Ratelle e Sciarbelle

regia di Carla Lauro

aiuto regia Lorenzo Masu  scenografia Alfredo Scaramuccia

con

Tiziana Pezzo, Mariano Basile, Maurizio Martini, Carla Lauro, Mara Bella, Maria Teresa Mazzucchelli, Lorenzo Masu, Wanda Macciò, Dino Venturini, Antonio Gallitto

 

Dovilia, una fiera vedova , convivente more-uxorio con Adamo per mera convenienza , si deve districare ogni giorno dalle insidie di una piacente dirimpettaia , di nome Eva , che distrae sin troppo Adamo.
Nel ristretto mondo di un caruggio le finestre sono le protagoniste di ogni avvenimento , e le figure che entrano ed escono dalla casa di Dovilia , oppure se ne ascolta la loro voce dalle finestre nel fuori scena, rappresentano lo spaccato di vita quotidiana, senza misura nel tempo, di gente sanguigna che ha vissuto la genovesità del Centro storico.
Un a Dovilia che si oppone al Comune per rimuovere il feretro di un defunto del condominio, ad un Adamo che da acqua cheta si rivela poi un ardito, da un Nesto e una Celeste che simulano una improbabile agiatezza , ad una Tirde canterina cher reprime le sue insoddisfazioni.
Nella partita della trama si inserisce anche un candido lattoniere , Secondino, che fatta una riparazione in casa di Dovilia , qui si stabilisce in attesa d’esser pagato. Non ha fretta , la finestra di Eva è ben visibile dalla cucina del cliente Adamo…
Nel prologo di ogni inizio d’atto la regista Lauro ha voluto inserire , come inediti, brevi ma teneri dialoghi di abitanti della strada, i “carroge”, legati ad una burbera espressività di parlata ,quasi un paravento alla loro vera solidarietà umana di persone semplici. Ecco Lalla Vitturi, barba Tilio, Togno , gli anziani del caruggio , ben sistemati a presidiare i loro luoghi all’aperto.
La vicenda ( e sull’esito della partita non anticipiamo alcunchè), accennata nei primi due atti ,prende consistenza nel terzo atto, attraverso girandole di notazioni, di battaglie verbali, di coloriture del dialogo ,di spassosi dati di cronaca locale evocati dal più che credibile campionario umano di personaggi.

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